Una chiacchiera (e non solo) tira l’altra
"A Carnevale la tradizione culinaria italiana offre una scelta di dolci che ha come protagonista la pasta fritta, molti dolci sono riconducibili ad una stessa famiglia ma vengono chiamati in maniera differente in base alla storia e usanze del luogo.
Dolci dalle forme simili ma che hanno tutti, nessuno escluso, il sapore di casa, di spianatoie infarinate, mattarelli e rotelle pronti a creare momenti di gioia.
A volte croccanti, a volte morbidi, ripieni o inzuppati vengono tutti ricoperti da un velo di zucchero che ricorda tanto l’ultima neve che cade sul finir dell'inverno.
Anche far cadere una pioggia colorata di coriandoli zuccherati è una caratteristica di questi dolci accomunati da un ingrediente a noi particolarmente caro: l’olio.
Si perché la maggior parte delle ricette carnevalesche prevedono la frittura: se è vero che un tempo era lo strutto il principe del fritto, oggi è decisamente l'olio a farla da padrone e a farci guadagnare in gusto e in leggerezza.

E se a friggere è l'olio d'oliva, allora la pietanza acquisterà quella densa corposità che accompagna il dolce con più morbidezza.

Dai nordici friciò (simili alle castagnole, ma con l'uvetta) del Piemonte, alle cicerchiate del centro Italia (simili agli struffoli), fino ai ravioli dolci fritti della calda Sicilia (analoghi alle chiacchiere del Nord Italia), il Carnevale impazza in tutta la penisola all'insegna del buon fritto, perché "semel in anno ... ".
